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martedì 11 agosto 2026

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Netanyahu rifiuta il piano di pace per Gaza di Trump, promette nessun ritiro fino al disarmo di Hamas

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha fermamente rifiutato un piano di pace per Gaza proposto da Donald Trump, sostenendo che Israele non ritirerà le forze militari fino al disarmo di Hamas.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ufficialmente rifiutato il piano di pace per Gaza proposto dal presidente statunitense Donald Trump, affermando che Israele non ritirerà la sua presenza militare fino a quando Hamas non sarà "genuinamente" disarmato. Questo annuncio è stato fatto dopo che Netanyahu ha affrontato crescenti critiche da parte dei suoi sostenitori di destra mentre si avvicina alle prossime elezioni fissate per il 27 ottobre.

Netanyahu ha dichiarato esplicitamente: "Israele rifiuta il documento di 15 punti," riferendosi a un piano sostenuto da Hamas alla fine di luglio. Il suo rifiuto segue un periodo di crescenti critiche riguardo alla proposta, che mirava a stabilire la pace nella regione.

Durante una riunione di gabinetto, Netanyahu ha rafforzato la sua posizione dichiarando che l'esercito israeliano continuerà le sue operazioni per contrastare qualsiasi minaccia rappresentata da Hamas. Ha sottolineato che non ci sarà alcun ritiro militare fino a quando non sarà soddisfatta la condizione del disarmo.

Il piano di pace è stato descritto da Trump come un "accordo storico per il completo disarmo di Hamas e di tutti gli altri gruppi a Gaza." Tuttavia, il governo israeliano, sotto la guida di Netanyahu, ha dichiarato che non accetterà i termini stabiliti in questo piano.

Sia le parti americane che israeliane hanno descritto negoziati e discussioni in corso riguardo al processo di pace; tuttavia, questo rifiuto indica una significativa barriera a qualsiasi potenziale accordo. La posizione inflessibile di Netanyahu sembra mirata a consolidare il sostegno tra le fazioni di estrema destra in Israele, il che ha spinto la sua opposizione pubblica all'iniziativa guidata dagli Stati Uniti.

La situazione rimane fluida mentre continuano a emergere reazioni da vari portatori di interesse, inclusi osservatori israeliani e internazionali, riguardo alle implicazioni del rifiuto di Netanyahu del piano di pace. Le dinamiche sono complicate dalle sue aspirazioni politiche e dalle tensioni esistenti nella regione.