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Le organizzazioni per i diritti umani definiscono l'attacco israeliano ai giornalisti un crimine di guerra
Il bombardamento israeliano di aprile che ha ucciso la giornalista Amal Khalil e ferito Zeinab Faraj è stato definito un crimine di guerra da parte delle organizzazioni per i diritti umani.

Le organizzazioni per i diritti umani Human Rights Watch, Amnesty International e Legal Agenda hanno etichettato un attacco israeliano che ha ucciso la giornalista libanese Amal Khalil e ferito la sua collega Zeinab Faraj come un crimine di guerra. Questa valutazione è stata resa pubblica giovedì, a seguito delle loro indagini sull'incidente avvenuto ad aprile.
Le scoperte suggeriscono che le forze israeliane hanno mirato deliberatamente a Khalil e Faraj, ben consapevoli che si trattava di civili. Le organizzazioni per i diritti umani hanno indicato che tali azioni violano il diritto internazionale e le protezioni accordate ai giornalisti nelle zone di conflitto.
Israele ha negato le accuse di aver preso di mira deliberatamente i giornalisti. Un portavoce ha affermato che le operazioni militari sono state condotte nel rispetto dei protocolli di ingaggio legali.
L'incidente ha suscitato un notevole dibattito tra gli osservatori internazionali riguardo alla condotta delle operazioni militari in aree civili e alla protezione dei giornalisti in situazioni di conflitto.