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Corte russa proibisce partito anti-guerra di partecipare alle elezioni parlamentari
La Corte Suprema della Russia ha bloccato il partito liberale Yabloko dalla partecipazione alle elezioni parlamentari di settembre, limitando così l'opposizione alla guerra in Ucraina.

La Corte Suprema della Russia ha deciso, lunedì (10), di vietare al Yabloko, l'unico partito liberale e ufficialmente registrato che si oppone alla guerra in Ucraina, di partecipare alle elezioni parlamentari programmate per settembre. La misura è stata annunciata dal giudice Vyacheslav Kirillov, che ha accolto le richieste di annullare la registrazione delle candidature del partito.
Il partito Yabloko ha reagito affermando che farà ricorso contro la decisione e ha esortato i suoi sostenitori a non scoraggiarsi. Il partito affronta crescenti restrizioni che influenzano ulteriormente lo spazio già limitato per la dissidenza politica in Russia, soprattutto dopo l'invasione del paese in Ucraina nel 2022.
L'accusa che ha motivato la decisione della corte è stata presentata da un partito nazionalista filocretino, il Rodina, che ha sostenuto che lo Yabloko ha ricevuto sostegno per la campagna non dichiarato. La misura rappresenta un nuovo colpo per l'opposizione politica nel paese, dove le voci contrarie alla guerra sono state progressivamente silenziate.

Lo Yabloko è visto come l'unica entità politica che offre un'alternativa liberale nel panorama politico russo dominato da partiti leali al Cremlino. Dall'inizio del conflitto, la repressione contro figure e organizzazioni contrarie alla guerra si è intensificata.
Oltre alla perdita del diritto di competere alle elezioni, il divieto per lo Yabloko riflette un modello più ampio di intolleranza verso le visioni anti-guerra e l'opposizione in generale nel contesto politico russo.
Con il bando dello Yabloko di candidarsi, ci si aspetta che la rappresentanza dell'opposizione nelle prossime elezioni diminuisca ulteriormente, rendendo più difficile lo spazio per le critiche al governo e alle sue politiche.